Come Coltivare le Cephalanthera

Questo genere delle Orchidaceae comprende una dozzina di specie di orchidee, perlopiù terricole, in gran parte originarie delle diverse aree dell’Europa, anche se esistono specie asiatiche.

Occorre ricordare per dovere di inventario che esiste anche una varietà statunitense, la specialità austiniae. Una varietà autoctona che cresce solo nel continente americano. Riguardo alla Cephalanthera, possiamo dire che queste Orchidaceae presentano lunghi rizomi striscianti, come la maggior parte di queste specie.

Da questi rizomi si dipartono fusti alti fino a 50 centimetri, che portano una rosetta di foglie alla base, e quindi foglie alterne che diminuiscono di dimensione salendo lungo il fusto.

Il colore delle foglie è di una tonalità brillante del verde e la forma è quella lanceolata, nastriforme oppure ovale, come nella specialità denominata Damasonium.

Tra fine primavera ed inizio estate sbocciano molti fiori all’apice dei fusti.

Sono fiori di dimensioni importanti, e possono essere fino a dieci centimetri di diametro. Il loro colore è molto delicato, e variabile nelle sfumature; immaginate di vedere un tenue colore bianco candido, che in qualche modo possa tendere al crema oppure assumere una tonalità rosata.

Si tratta di Orchidee presente in Italia, e alcune specie sono facilmente reperibili nei boschi di faggi o nei castagneti.

Le cephalanthera cresce di solito nei sottobosco, in collina oppure in montagna, fino a circa 1.500 metri di altitudine sul livello del mare; preferisce luoghi ombreggiati e freschi durante la giornata: non teme il freddo intenso.

Come molte altre piante non dissimili, anche questa preferisce i terreni ben drenati e mantenuti umidi fin dove sia possibile farlo. Il clima ideale è quello dei nostri boschi, ed in particolar modo si adattano al microclima che si instaura nei pressi della pianta stessa.
Di solito queste Orchidee si trovano nei terreni calcarei, dove crescono spontanee, con presenza di foglie decomposte.