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Aggiornato il Febbraio 16, 2026

Quali Sono le Differenze tra Pittura Silossanica e Pittura al Quarzo

Indice

  • Che cosa significa “pittura silossanica”: legante, comportamento e vantaggio principale
  • Che cosa significa “pittura al quarzo”: cariche, finitura e funzione tipica
  • Traspirabilità e gestione dell’umidità: la differenza più importante in esterno
  • Idrorepellenza e resistenza alla pioggia: quando conta più respingere che “lasciare respirare”
  • Effetto estetico e finitura: liscia, opaca, materica e capacità coprente
  • Sporco, alghe e muffe: come si comportano nel tempo
  • Supporto e compatibilità: intonaco minerale, vecchie pitture e fondi già trattati
  • Preparazione del fondo: il vero fattore che decide la durata
  • Prestazioni nel tempo: durata, manutenzione e ripristini
  • Costi: perché la differenza non è solo il prezzo al litro
  • Quando scegliere silossanica e quando scegliere quarzo
  • Conclusioni

Quando si parla di pittura silossanica e pittura al quarzo, spesso la domanda sorge da un’esigenza concreta: rifare una facciata, un muro esterno o un ambiente interno soggetto a umidità, e scegliere un prodotto che duri, non si sporchi troppo e non si sfogli. La tentazione è cercare “la migliore” in assoluto. In realtà, le due famiglie nascono con logiche diverse e danno il meglio in contesti differenti. La scelta corretta dipende dal supporto, dalla presenza di umidità, dal tipo di esposizione (sole, pioggia, vento, smog), dall’estetica desiderata e dalla preparazione del fondo.

La pittura silossanica è generalmente pensata per offrire elevata idrorepellenza con buona traspirabilità, qualità molto utili nelle facciate esposte e sui supporti minerali. La pittura al quarzo, invece, è una famiglia più ampia e tradizionale, spesso basata su leganti acrilici con cariche quarzifere che danno corpo e resistenza, e che possono essere usate come finitura più “robusta” e coprente, soprattutto quando serve mascherare microimperfezioni e ottenere un effetto leggermente più materico. Capire le differenze tecniche ti permette di evitare l’errore più comune: scegliere il prodotto solo sul prezzo al litro senza considerare cosa succederà dopo un inverno o dopo due estati.

Che cosa significa “pittura silossanica”: legante, comportamento e vantaggio principale

La parola “silossanica” indica che il legante della pittura è basato su resine silossaniche o su sistemi che combinano componenti organici e inorganici con proprietà idrofobiche. Il tratto distintivo di questa famiglia è la capacità di creare una superficie che respinge l’acqua piovana, riducendo l’assorbimento del supporto, ma che allo stesso tempo lascia passare il vapore acqueo dall’interno verso l’esterno. In termini pratici, la facciata “non beve” l’acqua esterna con facilità, ma può comunque asciugarsi e traspirare se c’è umidità nel muro.

Questo equilibrio tra idrorepellenza e traspirabilità è il motivo per cui molte silossaniche sono consigliate su intonaci minerali, su edifici in cui si teme la formazione di aloni e infiltrazioni superficiali, e su facciate esposte a piogge battenti. Non significa che la silossanica risolve problemi strutturali di umidità o infiltrazioni da crepe: una pittura non sostituisce una riparazione. Significa che, su un supporto sano, aiuta a mantenere la facciata più asciutta e meno soggetta a degrado da cicli bagnato-asciutto.

Che cosa significa “pittura al quarzo”: cariche, finitura e funzione tipica

La pittura “al quarzo” prende il nome dalla presenza di cariche quarzifere, cioè granuli o polveri di quarzo che danno struttura e resistenza alla pellicola. Nella pratica, la maggior parte delle pitture al quarzo per esterni è una pittura acrilica o vinil-acrilica con inerti che la rendono più spessa, più resistente all’abrasione e più capace di mascherare piccole imperfezioni del fondo rispetto a una pittura liscia.

Il vantaggio tipico della pittura al quarzo è la robustezza e la capacità di creare una finitura leggermente più “piena”, con una texture fine che può uniformare un intonaco non perfetto. È spesso scelta quando la facciata ha microcrepe, piccole disuniformità o quando si vuole un aspetto più materico senza arrivare a rivestimenti spessi. Inoltre, molte pitture al quarzo hanno buona resistenza agli agenti atmosferici e sono relativamente facili da applicare, con un rapporto costo-prestazione spesso favorevole.

Il limite, rispetto a molte silossaniche, è che la pittura al quarzo può essere più “filmogena”, cioè creare una pellicola più chiusa che trattiene meno bene il vapore rispetto a un sistema silossanico ben formulato. Questo può diventare un problema su muri molto umidi o su supporti che devono traspirare molto. Non è un difetto assoluto, è un limite da considerare sul supporto giusto.

Traspirabilità e gestione dell’umidità: la differenza più importante in esterno

Se devi scegliere per una facciata, la domanda più importante è quanto il muro deve traspirare. La traspirabilità è la capacità di far passare il vapore acqueo attraverso lo strato di pittura. Un muro in cui c’è umidità interna, per risalita o per condense interstiziali, ha bisogno di disperdere vapore. Se applichi una finitura troppo chiusa, il vapore può accumularsi dietro la pittura e creare distacchi, bolle, sfogliamenti o efflorescenze.

Le pitture silossaniche sono spesso scelte proprio perché mantengono un buon equilibrio: impediscono alla pioggia di penetrare facilmente, ma lasciano uscire vapore. Questo le rende adatte su intonaci minerali e su edifici dove l’umidità è un tema, purché non ci siano problemi strutturali irrisolti. Le pitture al quarzo, soprattutto quelle acriliche standard, tendono a essere meno traspiranti, anche se esistono formulazioni al quarzo più evolute e additivate che migliorano la situazione. La regola pratica è che, se il muro è sano e asciutto, entrambe possono funzionare; se il muro è umido o soggetto a condensa, la silossanica è spesso più tollerante.

Idrorepellenza e resistenza alla pioggia: quando conta più respingere che “lasciare respirare”

Un muro esterno esposto a piogge battenti, vento e acqua che scorre sulle superfici beneficia di una finitura idrorepellente. L’acqua che penetra nell’intonaco e poi asciuga ripetutamente accelera il degrado, favorisce microfessure, dilavamento e sporco. Qui la silossanica è spesso una scelta forte perché la sua idrorepellenza riduce l’assorbimento e rende la facciata più “asciutta” dopo la pioggia.

La pittura al quarzo può comunque offrire una buona resistenza all’acqua, soprattutto se di qualità, ma spesso l’effetto idrorepellente non è allo stesso livello di una silossanica ben formulata. Inoltre, la texture quarzata può trattenere più sporco e acqua in microavvallamenti se la grana è evidente. Questo non significa che il quarzo sia “peggiore”, significa che su facciate molto esposte e dove la pulizia estetica è una priorità, la silossanica tende a mantenere meglio un aspetto uniforme nel tempo.

Effetto estetico e finitura: liscia, opaca, materica e capacità coprente

Dal punto di vista estetico, la differenza può essere percepibile. Molte silossaniche hanno una finitura più fine e uniforme, spesso opaca ma “pulita”, adatta a facciate moderne o a restauri dove non si vuole una texture evidente. Esistono anche silossaniche più riempitive, ma la loro identità è spesso quella di una pittura che lascia leggere l’intonaco senza creare una grana marcata.

Le pitture al quarzo, invece, per loro natura introducono una microstruttura. Anche quando la grana è fine, la superficie risulta più materica e spesso più coprente sulle microimperfezioni. Se il tuo intonaco è irregolare, una pittura al quarzo può “aiutare” a uniformare visivamente, mentre una silossanica più liscia potrebbe evidenziare difetti. Questo è un punto cruciale nella scelta: se la facciata non è perfetta e non vuoi rifare rasature, il quarzo può essere una soluzione economica e pratica per migliorare l’aspetto.

Sporco, alghe e muffe: come si comportano nel tempo

Le facciate non si sporcano tutte allo stesso modo. Smog, polveri, piogge, ombre permanenti e umidità creano scenari diversi. Le pitture silossaniche, grazie all’idrorepellenza e spesso a formulazioni che riducono l’adesione dello sporco, tendono a mantenersi più pulite e a ridurre la permanenza di acqua sulla superficie, limitando condizioni favorevoli a alghe e muffe. Tuttavia, nessuna pittura è “antimacchia per sempre”: in zone molto umide e ombreggiate, la crescita biologica può comparire comunque.

Le pitture al quarzo possono essere più predisposte a trattenere sporco se la texture è più aperta, perché le particelle si depositano più facilmente. Anche qui esistono formulazioni additivate con antimuffa e antialga che migliorano la resistenza biologica. La differenza reale la fa spesso l’esposizione: una parete a nord, in ombra e con vegetazione vicina, sporcherà di più qualunque pittura. In questi contesti, la scelta del prodotto deve essere accompagnata da una preparazione corretta, come pulizia, trattamento antimuffa e ripristino delle zone degradate.

Supporto e compatibilità: intonaco minerale, vecchie pitture e fondi già trattati

La compatibilità con il supporto è un altro punto fondamentale. Le silossaniche sono spesso particolarmente adatte su intonaci minerali, perché lavorano bene su superfici alcaline e traspiranti e riducono l’assorbimento d’acqua. Tuttavia, se il fondo è già trattato con pitture molto filmogene o con rivestimenti acrilici pesanti, una silossanica potrebbe non esprimere pienamente la sua traspirabilità, perché la “barriera” è già sotto. In questi casi, la preparazione del fondo è ciò che determina il risultato: se non rimuovi ciò che è degradato e non stabilizzi il supporto, qualsiasi pittura durerà poco.

La pittura al quarzo, essendo spesso acrilica e più “universale”, può essere più compatibile con fondi già acrilici, purché siano ben aderenti. È una scelta frequente per ripristini e rinfreschi su facciate già pitturate con prodotti simili. Ma anche qui, se ci sono distacchi, efflorescenze o umidità, non è la pittura a risolvere: serve ripristinare il supporto.

Preparazione del fondo: il vero fattore che decide la durata

La differenza tra una facciata che dura dieci anni e una che si rovina in due non è spesso la pittura, ma la preparazione. Pulizia, rimozione di parti friabili, trattamento di muffe e alghe, ripristino di crepe, consolidamento del fondo con primer adeguato e rispetto dei tempi di asciugatura sono passaggi decisivi. Un fondo sporco o sfarinante farà fallire anche il prodotto migliore. Un fondo troppo assorbente, se non trattato, può “bere” la pittura in modo irregolare e ridurre l’effetto finale.

La scelta tra silossanica e quarzo dovrebbe quindi includere la scelta del ciclo completo: fissativo, primer, mani di pittura, eventuali additivi. Spesso il risparmio più intelligente è spendere un po’ di più sulla preparazione e usare una pittura coerente, piuttosto che comprare una pittura di fascia alta e applicarla su un fondo non preparato.

Prestazioni nel tempo: durata, manutenzione e ripristini

In termini di manutenzione, una silossanica ben applicata tende a mantenere più a lungo un aspetto pulito e a richiedere interventi meno frequenti, soprattutto in contesti di pioggia e smog. La pittura al quarzo può richiedere rinfreschi più frequenti se la texture trattiene sporco, ma ha il vantaggio di mascherare meglio microdifetti e di essere spesso più “tollerante” verso piccole imperfezioni del supporto.

Anche i ripristini locali cambiano. Su superfici molto materiche, un ritocco può essere più visibile se non riproduce la stessa texture. Su superfici più uniformi, il ritocco può essere più semplice ma può evidenziare differenze di tonalità se la facciata è invecchiata. In pratica, entrambe richiedono coerenza: se fai un ritocco, devi usare prodotti compatibili e, se possibile, lavorare su porzioni più ampie per uniformare l’effetto.

Costi: perché la differenza non è solo il prezzo al litro

In generale, la silossanica tende a costare di più rispetto a molte pitture al quarzo standard, ma il confronto corretto non è solo il prezzo al litro. Devi considerare resa per metro quadrato, numero di mani, primer richiesto, e soprattutto la durata attesa nel tuo contesto. Se una pittura al quarzo costa meno ma richiede manutenzione più frequente o si sporca rapidamente su una facciata molto esposta, la spesa nel tempo può essere maggiore. Se invece la facciata è poco esposta, asciutta e già in buone condizioni, una buona pittura al quarzo può essere un compromesso eccellente, perché offre robustezza e copertura a costi contenuti.

Il costo è influenzato anche dalla manodopera. Una pittura più “semplice” da applicare può ridurre tempi di posa. Una pittura che richiede un ciclo più accurato può aumentare la manodopera ma migliorare il risultato. Il risparmio migliore nasce quando scegli un prodotto che riduce rischi di rifacimento e che si adatta al supporto, non quando scegli la latta più economica.

Quando scegliere silossanica e quando scegliere quarzo

La silossanica è spesso la scelta più logica quando hai una facciata esposta a pioggia e umidità, quando vuoi un buon compromesso tra idrorepellenza e traspirabilità e quando ti interessa mantenere la facciata più pulita nel tempo. È particolarmente sensata su intonaci minerali e su edifici dove la gestione dell’umidità è una variabile importante, purché la causa dell’umidità non sia strutturale e non risolta.

La pittura al quarzo è spesso la scelta più pratica quando vuoi una finitura più coprente e materica, quando devi uniformare piccoli difetti senza rifare tutto l’intonaco, e quando il supporto è già compatibile con cicli acrilici. È una soluzione frequente per rinfreschi e ripristini su facciate in condizioni discrete, dove la traspirabilità estrema non è il requisito principale e dove la robustezza e la copertura sono più importanti.

In entrambi i casi, la qualità del prodotto conta. Una silossanica economica e mal formulata può comportarsi come una pittura generica, e una pittura al quarzo di buona qualità può essere molto più performante di quanto si pensi. Il nome della famiglia non è una garanzia assoluta: conta la formulazione e, ancora di più, il ciclo applicativo.

Conclusioni

Le differenze tra pittura silossanica e pittura al quarzo si concentrano su idrorepellenza, traspirabilità e finitura. La silossanica eccelle quando serve una facciata più asciutta e capace di traspirare, con minore assorbimento d’acqua e spesso migliore resistenza allo sporco. La pittura al quarzo è una scelta robusta e coprente, utile quando vuoi uniformare e proteggere con una texture più piena, spesso con un costo più contenuto e una buona compatibilità su fondi acrilici.

Il risultato finale, però, dipende soprattutto dal fondo e dalla preparazione. Se il supporto è degradato, umido o sporco, nessuna pittura farà miracoli. Se invece il fondo è correttamente ripristinato e il ciclo è coerente, entrambe possono dare ottimi risultati nel loro contesto ideale.

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